immobilenet

Domenica 18 Agosto 2019

Font Size

Screen

Profile

Layout

Direction

Menu Style

Cpanel

News

Secondo il 3° Osservatorio Immobiliare 2017 di Nomisma, dopo dieci anni di crisi la ripresa del mercato immobiliare in Italia è vicina. Per ora riguarda gli scambi mentre sul fronte dei prezzi bisognerà ancora attendere.

Per Nomisma le compravendite di abitazioni in Italia si attesteranno poco sotto le 545mila; considerando come termine di paragone il 2006 – ultimo anno della fase espansiva – il mercato residenziale si è ridimensionato di circa il 36,6%, pari a oltre 300 mila contratti stipulati in meno. «Dopo la variazione annua del +16% registrata a fine 2016, si stima una significativa riduzione della crescita (delle compravendite ndr) che dovrebbe attestarsi nell’ordine del +5% ad esito delle dinamiche che hanno interessato il segmento abitativo (+5,5%) e quello terziario e commerciale (+2,2%).

Il terreno da recuperare è ancora tanto: nello specifico i 13 mercati monitorati riflettono il trend nazionale con un incremento del 5,7% nel 2017 (considerando gli ultimi 11 anni, il calo si attesta in questo caso al 20,4%); più pesante lo scotto per gli immobili per l’impresa (-45,6% al di sotto dei livelli pre-crisi).

Per quantificare la perdita di valore capitale degli immobili, fatto 100 il prezzo medio delle abitazioni nuove nel 2008 nella media dei 13 mercati, a fine 2017 tale valore è sceso a 77, con una flessione del 23% (estremi della graduatoria sono Milano con -17% e Firenze con -29%); rispetto agli uffici l’arretramento è giunto a 74, per un arretramento del 26% (con Cagliari che presenta il minore arretramento con -21% e Venezia terraferma che invece registra il gap più pesante, -32%). In ultimo i negozi, la cui riduzione media è stata del 22%, con agli estremi Venezia città con -17% e Venezia terraferma con -30%.

Mercoledì, 01 Febbraio 2017 10:48

Il Mutuo in parole semplici

Questo mese grazie al contributo della “Guida al mutuo per la casa” della Banca D’Italia cercheremo di spiegare il MUTUO in parole semplici.
Il mutuo ipotecario è un finanziamento a medio- lungo termine, che in genere dura da 5 a 30 anni. Di solito il cliente riceve l’intera somma in un’unica soluzione e la rimborsa nel tempo con rate di importo costante o variabile. Serve per acquistare, costruire
o ristrutturare un immobile, in particolare la casa di abitazione. È chiamato “ipotecario” perché il pagamento delle rate è garantito da un’ipoteca su un immobile. Può essere concesso dalle banche e da altri operatori finanziari chiamati tutti “intermediari”. Chiunque può richiedere un mutuo, purché possa dimostrare di essere in grado di restituire nel tempo la somma avuta in prestito.In generale, l’intermediario concede un importo che non supera l’80% del valore dell’immobile da acquistare, valore stabilito in base alla perizia effettuata da un esperto. A volte gli intermediari concedono mutui che vanno anche oltre l’80% del valore dell’immobile, ma in questi casi richiedono maggiori garanzie e spesso applicano condizioni meno favorevoli per il cliente.Prima di chiedere il mutuo è opportuno valutare attentamente il proprio reddito soprattutto in prospettiva e determinare la propria disponibilità mensile una volta sottratte le spese ordinarie.Eragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile, per poter far fronte alle spese correnti, a quelle impreviste e a possibili riduzioni di reddito causate, ad esempio, da malattia, infortunio, licenziamento. terzo del proprio reddito disponibile, per poter far fronte alle spese correnti, a quelle impreviste e a possibili riduzioni di reddito causate, ad esempio, da malattia, infortunio, licenziamento. La principale componente del costo è costituita dagli interessi, che sono il compenso per il prestito erogato e dipendono anche dalla durata del mutuo.Agli interessi si aggiungono altri costi, tutti indicati nel Foglio Informativo disponibile presso l’intermediario e sul suo sito internet. Nella pianificazione delle spese si deve inoltre tenere conto delle spese notarili e delle imposte, da pagare una sola volta al momento della stipula del contratto di acquisto della casa. La durata del mutuo, concordata tra cliente e intermediario e definita nel contratto, è uno degli elementi ch edetermina l’importo della rata. La rata è formata dal capitale più gli interessi. A parità di importo del finanziamento e di tasso di interesse quanto più breve è la durata, tanto più alte sono le rate, ma più basso è l’importo dovuto per gliinteressi; quanto più lunga è la durata, tanto maggiore è l’importo dovuto per gli interessi ma più basse le rate. Nel prossimo articolo parleremo dei vari tipi di mutuo.prossimo articolo parleremo dei vari tipi di mutuo.

Ristrutturare casa può essere un’esperienza stressante, tanto da mettere alla prova anche la relazione più solida.

Un sondaggio condotto da Houzz, (www.houzz.it) la piattaforma online leader mondiale nell’arredamento, progettazione e ristrutturazione d’interni e d’esterni, rivela che le coppie, prese dallo stress della ristrutturazione, celano spesso dei segreti tra di loro.

Un intervistato su dieci dichiara infatti di prendere una decisione importante riguardo al progetto o all’acquisto dell’arredo della casa senza dirlo al partner e il 9% ammette di imbrogliare sul costo di un acquisto o di un servizio. Il 5%, addirittura, scappa di casa per concedersi una breve pausa dai lavori.

Secondo Houzz, che nel dicembre dell’anno appena passato e nel mese di gennaio ha portato avanti la ricerca sull’argomento su un campione di oltre 500 persone la ristrutturazione della casa può mettere in difficoltà anche le coppie più rodate.

Rimettere a nuovo l’appartamento affrontando l’impresa in coppia, risulta difficile per il 50 per cento degli intervistati, per diventare addirittura “frustrante” nel 10 per cento dei casi.

I costi sono la grande fonte di bisticci per il 23 per cento delle coppie.  Si litiga però anche per la scelta dello stile dell’arredo.  Meglio moderno o meglio classico? Mobili di design o d’antiquariato?  Il 36 per cento del campione su questo punto litiga alla grande. Salvo poi nella metà dei casi trovare un compromesso

( 52 per cento). E se c’è qualcosa del vecchio appartamento che non piace più, un 3 per cento la fa davvero “sporca”: e zitto zitto la butta via senza darne conto alla dolce metà.

Un 5 per cento però fa ancora di più: esausto per i grattacapi e le lagnanze a un certo punto scappa via. Vacanza breve, momento di riflessione. Giusto il tempo affinché finiscano i lavori. Addirittura una percentuale, piccola per fortuna, è capace invece di mettere ogni cosa in discussione: vita, amore, convivenza e matrimonio. E il sottotitolo di ogni riflessione durante il periodo dei lavori è lapidario: “Ma come faccio a stare insieme a questa persona?” (4 per cento).

Un terzo degli intervistati, il 33 per cento per l’esattezza è convinto però di aver lavorato al progetto bene in coppia, ma riguardo alle energie di averne spese molte più dell’altro.

Lo sforzo sostenuto comunque nella maggior parte dei casi è ben ripagato: il 76 per cento del campione si dichiara felice della casa rimessa a nuovo.

Perché è più confortevole (71 per cento) e più organizzata ( 56 per cento). E quindi, tra le quattro mura tirate a lucido ci si esente più contenti. E poi nella nuova casa si cena e si cucina più di prima (54 per cento).

Insomma in fin dei conti, lo stress lì per lì non aiuta la relazione.  Ma poi la casa rimessa a nuovo piace sempre. Secondo Houzz addirittura nel 99 per cento dei casi.

Anche secondo un’indagine condotta da ArchitettaMi (www.architettami.com) le coppie italiane sfogano il proprio stress con il partner litigando, nel momento della ristrutturazione, su come arredare i diversi ambienti di casa, non trovandosi d’accordo soprattutto per quanto riguarda la scelta dei colori (28%), lo stile d’arredamento (22%) e la disposizione del mobilio (17%).

Le difficolta maggiori? L’incapacita’ di  trovare soluzioni allo stesso tempo estetiche e funzionali (44%), di carattere economico (52%) e la mancanza di un giusto esperto che sappia consigliare (35%).

L’ambiente di casa per il quale si litiga più facilmente? A innescare la scintilla è il salone (34%), seguito da cucina (28%) e camera da letto (24%).

Quali sono le priorità degli italiani quando devono organizzare un ambiente domestico? Secondo la maggioranza (39%) al primo posto l’esigenza di vivere bene, ma senza particolari pretese, se non di vedersi migliorata la propria condizione con piu’ comodità. Altri (22%) dice di seguire con attenzione le ultime tendenze in termini di scelta di colori e mobili di design. Nello specifico, gli aspetti del vivere la casa che vengono privilegiati sono principalmente comfort (41%), design (38%), e la capacita’ di ottimizzare al massimo gli spazi a disposizione (26%).

Qual è l’ambiente di casa che porta a discutere più facilmente la coppia? Ad innescare la miccia è la scelta di come organizzare il salone (34%), seguito quindi da mobili e colori scelti per la cucina (28%), la camera da letto (24%) e quindi il bagno (18%).

Le discussioni più frequenti? Quelle dovute alla scelta dei colori (28%) per i diversi ambienti della casa, lo stile d’arredamento (22%) e la disposizione del mobilio (17%).

In tempo di crisi, la maggioranza ammette di trovare difficolta’ di carattere economico (51%), mentre altri confessano l’incapacita’ di trovare soluzioni funzionali, senza rinunciare all’aspetto estetico (44%) o lamentano la mancanza di un giusto esperto che sappia consigliarlo (35%).

Gli errori principali di chi si avventura nella ristrutturazione della propria casa risparmiando riguardano chi si affida al fai da te (49%), mentre altri commettono lo sbaglio di affidarsi a designer incompetenti (44%) e di sbagliare l’abbinamento dei colori (41%).

 

Mercoledì, 24 Febbraio 2016 10:47

SCONTO IVA PER ACQUISTO CASE IN CLASSE A - B

Per chi acquista un immobile di classe energetica alta, A o B, da quest’anno è prevista una nuova agevolazione fiscale che consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef dovuta, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, il 50% dell’Iva pagata.

Si tratta di un’agevolazione che ha introdotto la legge di Stabilità e che riguarda esclusivamente gli acquisti di nuovi immobili, realizzati tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2016, ceduti da imprese costruttrici.

Quando si acquista una casa, le imposte da versare cambiano a seconda se la compravendita è realizzata da un venditore privato o da un’impresa. Nel primo caso (venditore privato), la vendita è assoggettata all’imposta di registro del 9% e alle imposte ipotecaria e catastale nella misura di 50 euro ciascuna. Se il venditore è un’impresa, a seconda dei casi, la cessione potrà essere esente da Iva, ma si paga un’imposta di registro pari al 9% e quelle ipotecaria e catastale nella misura di 50 euro ciascuna ovvero soggetta a Iva, con l’aliquota del 10% (o del 22% per le abitazioni di lusso) e le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono pari a 200 euro ciascuna. Se il venditore è un’impresa, la cessione è sempre esente da Iva, tranne nel caso di: vendite effettuate dalle imprese costruttrici o di ripristino dei fabbricati entro 5 anni dall’ultimazione della costruzione o dell’intervento, oppure anche dopo i 5 anni se il venditore sceglie di sottoporre la cessione a Iva (la scelta va espressa nell’atto di vendita); vendite di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali, per le quali il venditore sceglie di sottoporre la cessione a Iva (anche in questo caso, la scelta va espressa nell’atto di vendita). Diverso è poi il discorso qualora si acquisti un immobile da adibire ad abitazione principale e si posseggono i requisiti soggettivi e oggettivi per poter fruire dell’agevolazione prima casa, che prevede nel caso di vendita soggetta ad Iva, un’aliquota più bassa al 4%. Proprio quando la vendita è soggetta ad Iva, il Fisco ora riconosce una nuova detrazione fiscale per l’acquirente, ossia la possibilità di detrarre dall’Irpef dovuta il 50% dell’Iva pagata in fattura, ripartita in dieci quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese. Per fare un esempio si pensi al contribuente che decide di acquistare un’unità immobiliare da un’impresa di costruzione, il cui prezzo ammonta a 600mila euro e per cui si applica l’Iva con l’aliquota al 10%, ossia 60mila euro. Applicando la nuova detrazione, si sconta dall’Irpef il 50% dell’Iva pagata ossia 30mila euro. L’acquisto però, è bene sottolinearlo, deve riguardare esclusivamente unità immobiliari residenziali, e non vi è alcuna differenza se sia di lusso (A1, A8 e A9) o meno. Inoltre deve trattarsi di unità immobiliare con classe energetica alta, A o B quindi si agevola la compravendita di immobili ad alto risparmio energetico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì, 24 Febbraio 2016 10:45

SCONTO IVA PER ACQUISTO CASE IN CLASSE A - B

Per chi acquista un immobile di classe energetica alta, A o B, da quest’anno è prevista una nuova agevolazione fiscale che consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef dovuta, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, il 50% dell’Iva pagata.

Si tratta di un’agevolazione che ha introdotto la legge di Stabilità e che riguarda esclusivamente gli acquisti di nuovi immobili, realizzati tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2016, ceduti da imprese costruttrici.

Quando si acquista una casa, le imposte da versare cambiano a seconda se la compravendita è realizzata da un venditore privato o da un’impresa. Nel primo caso (venditore privato), la vendita è assoggettata all’imposta di registro del 9% e alle imposte ipotecaria e catastale nella misura di 50 euro ciascuna. Se il venditore è un’impresa, a seconda dei casi, la cessione potrà essere esente da Iva, ma si paga un’imposta di registro pari al 9% e quelle ipotecaria e catastale nella misura di 50 euro ciascuna ovvero soggetta a Iva, con l’aliquota del 10% (o del 22% per le abitazioni di lusso) e le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono pari a 200 euro ciascuna. Se il venditore è un’impresa, la cessione è sempre esente da Iva, tranne nel caso di: vendite effettuate dalle imprese costruttrici o di ripristino dei fabbricati entro 5 anni dall’ultimazione della costruzione o dell’intervento, oppure anche dopo i 5 anni se il venditore sceglie di sottoporre la cessione a Iva (la scelta va espressa nell’atto di vendita); vendite di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali, per le quali il venditore sceglie di sottoporre la cessione a Iva (anche in questo caso, la scelta va espressa nell’atto di vendita). Diverso è poi il discorso qualora si acquisti un immobile da adibire ad abitazione principale e si posseggono i requisiti soggettivi e oggettivi per poter fruire dell’agevolazione prima casa, che prevede nel caso di vendita soggetta ad Iva, un’aliquota più bassa al 4%. Proprio quando la vendita è soggetta ad Iva, il Fisco ora riconosce una nuova detrazione fiscale per l’acquirente, ossia la possibilità di detrarre dall’Irpef dovuta il 50% dell’Iva pagata in fattura, ripartita in dieci quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese. Per fare un esempio si pensi al contribuente che decide di acquistare un’unità immobiliare da un’impresa di costruzione, il cui prezzo ammonta a 600mila euro e per cui si applica l’Iva con l’aliquota al 10%, ossia 60mila euro. Applicando la nuova detrazione, si sconta dall’Irpef il 50% dell’Iva pagata ossia 30mila euro. L’acquisto però, è bene sottolinearlo, deve riguardare esclusivamente unità immobiliari residenziali, e non vi è alcuna differenza se sia di lusso (A1, A8 e A9) o meno. Inoltre deve trattarsi di unità immobiliare con classe energetica alta, A o B quindi si agevola la compravendita di immobili ad alto risparmio energetico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì, 24 Febbraio 2016 10:44

SCONTO IVA PER ACQUISTO CASE IN CLASSE A - B

Per chi acquista un immobile di classe energetica alta, A o B, da quest’anno è prevista una nuova agevolazione fiscale che consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef dovuta, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, il 50% dell’Iva pagata. Si tratta di un’agevolazione che ha introdotto la legge di Stabilità e che riguarda esclusivamente gli acquisti di nuovi immobili, realizzati tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2016, ceduti da imprese costruttrici.

Mercoledì, 24 Febbraio 2016 10:37

SCONTO IVA PER ACQUISTO CASE IN CLASSE A - B

Per chi acquista un immobile di classe energetica alta, A o B, da quest’anno è prevista una nuova agevolazione fiscale

Giovedì, 24 Dicembre 2015 19:09

Buone Feste

Giovedì, 24 Dicembre 2015 19:09

Buone Feste

Venerdì, 27 Novembre 2015 11:26

COME ARREDARE CASA PER IL NATALE

Con l’avvicinarsi del Natale, cresce la voglia di trasformare la propria casa e di renderla invitante e calda per ricreare quella bellissima atmosfera natalizia che ha il potere di rallegrare grandi e bambini. 

Pagina 1 di 4

Immobilenet

Fabrizio Scaldini Editore
Via Raffaello Sanzio, 52
60033 - Chiaravalle (AN)
Tel: 347.3834810
amministrazione@immobilenet.it

Collabora con Noi

Per l'ampliamento della zona di diffusione del nostro periodico, cerchiamo agenti anche part-time.

Per informazioni clicca qui

Ci trovi anche su

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information